Sydney Sweeney canta “Unscript” nel sedere di Glen Powell nell’iconica scena dei titoli di coda di “Anyone But You”

Chiunque tranne te è ora in streaming su Netflix, il che significa che presto milioni di abbonati Netflix guarderanno Sydney Sweeney fare una tenera serenata all’ano di Glen Powell, sulle note di “Unscript” di Natasha Bedingfield. Non è bellissimo?
Diretto da Will Gluck (Facile A, Amici con benefici), che ha anche scritto la sceneggiatura insieme a Ilana Wolpert, Chiunque tranne te è un adattamento moderno e sciolto della commedia romantica di William Shakespeare,Molto rumore per nulla.Sweeney interpreta il personaggio di Beatrice, alias “Bea”, una studentessa di giurisprudenza che fa amicizia con un affascinante fratello finanziario, Ben (Powell), in un bar. Trascorrono una notte incredibile insieme, ma Bea sgattaiola fuori, cambia idea, torna… e sente Ben che parla male di lei con il suo compagno di stanza. Cavolo!
Facciamo un salto in avanti fino a due anni dopo. Bea e Ben partecipano entrambi alla festa di matrimonio della sorella di Bea, Halle (Hadley Robinson), e della sua sposa, Claudia (Alexandra Shipp). Ben e Bea ora si odiano e la loro animosità sta intralciando i festeggiamenti. Ma c’è una linea sottile tra odio e amore, soprattutto tra due persone sexy come Sydney Sweeney e Glen Powell. E a cosa servirebbe una commedia romantica di categoria R con due persone molto attraenti se non fosse almeno un po’ volgare?

Gluck non va troppo duro con la volgarità quando si tratta delle sue star principali – brevi riprese di una donna in topless e un pene sono per gentile concessione del cast di supporto – fino alla fine del film. Piuttosto che un blooper o una scena post-crediti, Chiunque tranne te utilizza una sequenza di titoli di coda, in cui l’intero cast canta il singolo di successo di Natasha Bedingfield del 2004 “Unscript”, in vari punti durante le riprese del film. La canzone è un punto importante della trama: è la canzone “serenità” di Ben che calma la sua paralizzante paura dell’altezza, che Bea usa per calmarlo in una situazione difficile.
E’ anche una canzone davvero fantastica con la quale è molto divertente urlare insieme. (Fonte: l’ho fatto.) Per non parlare del fatto che un altro film di Will Gluck, Facile un, ha utilizzato un’altra canzone iconica di Natasha Bedingfield, “Pocketful of Sunshine”. Ti vedo, Gluck! Sei un capoletto!
C’è una scena dentro Chiunque tranne te dove Ben si spoglia nudo dopo che Bea trova una tarantola che gli striscia sul sedere. (E sì, vedi brevemente il bottino tonico di Powell.) Ben, con una mano stretta sui suoi genitali, si allarga e si piega, urlando a Bea di controllare se ci sono altri ragni.

Durante Chiunque tranne te sequenza dei titoli di coda, torniamo a questa scena. Ma questa volta, Powell stringe la sua spazzatura, canta a squarciagola, mentre Sweeney usa il suo sedere come microfono.
“Raggiungere qualcosa in lontananza”, canta Sweeney, mentre allunga la mano verso l’ano di Powell. Powell, a sua volta, fa rimbalzare dolcemente le sue potenti cosce a ritmo con la canzone. Il momento dura solo pochi secondi prima che Sweeney si spezzi e giri la testa dall’altra parte. Ma è più che sufficiente.

Davvero, questa è una sequenza di crediti iconica. Sweeney era così vicina a quel buco del culo che poteva quasi assaporarlo! Bedingfield aveva ragione: devi davvero vivere la tua vita con le braccia (o, in questo caso, le gambe) ben aperte.