L’assunzione di Todd Monken potrebbe consolidare Shedeur Sanders nel ruolo del quarterback della franchigia dei Browns Aman Sharma

La decisione dei Cleveland Browns di nominare Todd Monken come capo allenatore il 28 gennaio 2026, segna un chiaro cambiamento nel modo in cui l’organizzazione intende risolvere il suo annoso problema del quarterback.
Dopo una ricerca durata 23 giorni in seguito al licenziamento di Kevin Stefanski, il front office, guidato da Andrew Berry e dai proprietari Dee e Jimmy Haslam, ha scelto un leader offensivo con una comprovata storia di massimizzazione del talento del quarterback. Questa scelta pone immediatamente Shedeur Sanders al centro del reset di Cleveland.
Il primo incontro di Monken con Sanders ha sottolineato questo intento. Il nuovo allenatore ha salutato il quarterback del secondo anno ricordandogli l’interesse passato, detto,
“Come stiamo andando, amico? Lo sai [Ravens] ho cercato di arruolarti l’anno scorso. E’ tutto risolto. Un giorno avremo la possibilità di parlarne”.
Lo scambio, successivamente condiviso dalla squadra, ha rafforzato il fatto che Sanders non è un progetto ereditato ma un giocatore in cui Monken crede da tempo.
Sanders entra in questo nuovo capitolo dopo una stagione da rookie turbolenta ma rivelatrice. Draftato al quinto round al numero 144 assoluto, ha iniziato sette delle otto presenze nel 2025 e ha concluso con 1.400 yard di passaggio, sette touchdown, 10 intercettazioni e una percentuale di completamento del 56,6%.
Questi numeri hanno superato la produzione storica dei quarterback selezionati in quella fascia, anche se licenziamenti e palle perse hanno evidenziato aree di crescita. Con Monken ora incaricato di dare forma all’attacco, Cleveland segnala la fiducia che Sanders possa evolversi da titolare a sorpresa a pezzo fondamentale.
Perché il sistema di Monken è in linea con lo sviluppo di Sanders
Monken arriva a Cleveland con uno dei curriculum offensivi più adattabili della lega. In oltre 37 anni da allenatore, di cui 11 nella NFL, ha guidato quarterback molto diversi verso il successo personalizzando gli schemi piuttosto che forzando l’uniformità.
Il suo lavoro più recente a Baltimora ha prodotto la stagione da MVP di Lamar Jackson nel 2023 e uno storico attacco del 2024 con una media di 424,9 yard a partita, 187,6 yard di corsa e un tasso di touchdown in zona rossa del 74,2%. Le 6,8 yard per giocata dei Ravens si sono classificate al terzo posto di tutti i tempi.
Questa flessibilità è importante per Sanders, il cui nastro da rookie ha mostrato sia promesse che pressioni. È stato licenziato 23 volte in otto partite dietro una linea offensiva classificata al 30° posto da Pro Football Focus, ma ha anche regalato momenti decisivi, tra cui un’uscita da 364 yard e tre touchdown contro il Tennessee e un drive vincente contro Cincinnati nella settimana 18.
Gli osservatori sottolineano costantemente la sua compostezza nel far crollare le tasche e la volontà di lanciare in contatto, tratti che si adattano all’approccio basato sulla spaziatura di Monken.
C’è anche un livello personale in questo abbinamento. I rapporti della bozza del 2025 indicavano che Sanders aveva rifiutato l’interesse di Baltimora a causa della presenza di Lamar Jackson. Quello di Monken promemoria,
“Ehi, abbiamo provato a arruolarti l’anno scorso, per l’amor di Dio. Ha funzionato tutto. Te lo ricordi, vero?” riflette il rispetto reciproco forgiato prima che Sanders facesse uno scatto alla NFL.
Ora allineate a Cleveland, entrambe le parti sembrano posizionate per verificare se la convinzione, lo schema e l’opportunità possono finalmente dare ai Browns la stabilità del quarterback che inseguono dal 1999.
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