Come “The Stunt Man” e “Hooper” stabiliscono lo standard per “The Fall Guy” (programma televisivo e film)

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Dato che Il ragazzo dell’autunno gli attori principali Ryan Gosling ed Emily Blunt e il regista David Leitch erano bambini quando la serie televisiva con lo stesso nome ha debuttato nel 1981 (ok, Leitch era vicino all’età dell’asilo), non sorprende che, nonostante i cameo ammiccanti (e davvero carini) dei titoli di coda , il film stesso, nonostante le sue origini, non è concepito come un viaggio nostalgico per gli attuali clienti di Consumer Cellular che erano fan dello spettacolo originale.

No, è un film d’azione contemporaneo con una narrativa romantica elaborata (secondo la stima di questo spettatore). E, come ha ripetuto la sua pubblicità, una lettera d’amore agli uomini e alle donne che rischiano il collo analogico per emozionarci al cinema. Ha una serie di scene d’azione che ti sfidano a distinguere lo stesso Gosling dai veri temerari che lo raddoppiano. Il caos – che nasce quando Colt, il personaggio di Gosling, cerca prima di risolvere la “scomparsa” dell’orrenda star egocentrica che di solito raddoppia, e poi viene incastrato per un omicidio – è sbalorditivo e “incredibile” anche se il film pretende di farlo. mettere a nudo i segreti dietro l’arte di far schiantare un’auto senza rompersi la schiena/il collo/l’intera vita.


L’impulso di cui sopra di rendere omaggio agli stuntmen è stato forte sia nel protagonista Burt Reynolds che nel regista Hal Needham quando hanno realizzato un film intitolato cestista nel 1978. Dopo aver stabilito il suo attore serio in buona fede con 1972 Liberazione, Reynolds, le cui radici erano nella televisione e negli spaghetti western non di Eastwood, tendeva in gran parte verso piatti populisti. Needham, un esperto stuntman e controfigura, aveva lavorato con la star per qualche tempo. Il duo ha avuto successo con il debutto alla regia di Needham nel 1977 Smokey e il banditol’apice delle foto di auto in corsa e di tamponamenti in autostrada, un’allegria davvero deliziosa esaltata dalla lucidatura dello studio, con un’elegante storia d’amore con una sposa in fuga che ha messo in risalto la chimica di Reynolds con l’autentico attore serio e l’allora Reynolds galpal (come diceva il gergo dell’epoca) ) Sally Field.

Fumoso era volutamente inconsistente, certo; per cestista, Reynolds e Needham volevano qualcosa di un po’ più reale. E ci sono riusciti, offrendo dettagli dei personaggi davvero illuminanti con incredibili acrobazie in un pacchetto estremamente compatto di 99 minuti. Il personaggio del titolo di Reynolds, uno stuntman diventato coordinatore degli stuntman che fa ancora gran parte del lavoro duro da solo, sta cominciando a sentire la sua età – come nel caso della maggior parte degli stuntmen della vita reale, ha dolori e dolori e forse in modo improprio ha guarito le ossa rotte, ma ama ancora il gioco. Tipo. Field interpreta Gwen Doyle, la sua compagna, il cui padre, Jocko (il grande Brian Keith), è uno stuntman della vecchia scuola che è stato una sorta di mentore per Hooper. Il personaggio è basato su Jock Mahoney, uno stuntman che interpretava Tarzan negli anni ’60 e che era sposato con la madre di Field negli anni ’50. (Nella pubblicità contemporanea del film Mahoney è stato citato con affetto, ma nel libro di memorie di Field del 2018 A pezziha rivelato di aver subito abusi sessuali da parte del suo patrigno fino all’età di 14 anni.) A completare il cast ci sono Jan-Michael Vincent nei panni di un accanito novellino del mondo degli acrobazie e il comico Robert Klein nei panni di un regista incredibilmente pretenzioso e codardo che alcuni hanno detto che è stato modellato su Peter Bogdanovich, con il quale Reynolds aveva lavorato Finalmente l’amore E Nickelodeon agli inizi degli anni ’70.

Come lo stuntman diventato regista Leitch, Needham, Reynolds e persino Field erano, come vediamo, esperti del territorio. Il film inizia con un montaggio serio-comico di Hooper che si mette in marcia – imbottitura, bende protettive, tutto il resto – accompagnato da musica da finto matador. Reynolds mette a frutto le sue doti di attore serio su gran parte del materiale: quando chiede a un collega se ha qualche “perc”, credi che stia soffrendo. La chimica tra Reynolds e Field qui è piuttosto rilassata ma genera comunque scintille. Adam West interpreta se stesso. C’è anche una canzone di Tammy Wynette. Questa è la definizione di “Cosa c’è che non va?” film, davvero. E il senso di cameratismo tra i professionisti che rischiano la vita ogni giorno è hawksiano in un modo a cui spesso aspirava lo stesso Bogdanovich. (È come in Howard Hawks, in una modalità definita dal suo dramma/avventura sul pilota di un aereo postale Solo gli angeli hanno le ali.)

Lee Majors, che avrebbe recitato in un film molto influenzato da Hooper Il ragazzo dell’autunno serie, è stato visto da alcuni come un aspirante Burt Reynolds. Ma per un’ironia illuminante, fu Majors che, all’inizio degli anni ’60, batté Burt Reynolds, uno degli altri 400 attori che fecero l’audizione, per un ruolo centrale nella serie televisiva western. La Grande Valle. Una serie la cui popolarità ha messo Majors in una camicia di forza che gli ha impedito di entrare davvero nell’arena cinematografica. Il ragazzo dell’autunno era il seguito della serie Majors più popolare, L’uomo da sei milioni di dollariun’impresa avventurosa di fantascienza piuttosto sciocca che ha resistito con successo a qualsiasi adattamento cinematografico credibile.

L'UOMO STUNT

Il ragazzo dell’autunnola serie, era amabile e leggera e da cui ha preso la maggior parte degli spunti cestista. Ma Il ragazzo dell’autunnoil film, sembra prendere un paio di punti della trama degli anni ’80 Lo stuntmanun bizzarro film cult diretto da Richard Rush (Omaggio e il fagiolo, Psico-Oute, santa talpa, Il colore della notte) da un romanzo di Paul Brodeur (the Newyorkese scrittore scientifico che, tra le altre cose, ha svelato quanto fosse dannoso l’amianto). Il magnifico Steve Railsback, che in questo periodo si specializzò nell’interpretare Very Anxious Men (vedi anche Forza vitalee lo dico davvero Guardalo), è Cameron, un veterano del Vietnam in fuga dalla polizia (la sua violazione della legge risulta essere basata su circostanze che tutti possiamo comprendere se non necessariamente comprendere) che si imbatte in un film girato sulla costa della California e viene adottato da un’imperiosa , il regista volubile e super subdolo Eli Cross (Peter O’Toole, dispettoso e esagerato in una performance che dice di essersi in parte ispirata alla sua Lawrence d’Arabia regista David Lean). Ad un certo punto definisce Cameron “un ridicolo temerario con la testa piena di cemento” dopo averlo più o meno ricattato affinché assumesse il ruolo di stuntman.

Come in Il ragazzo dell’autunno, c’è uno stuntman scomparso che Cameron di Railsback deve sostituire. Come in Il ragazzo dell’autunno – bene, e dentro cestista e alla fine c’è una grande acrobazia in macchina. (Il ragazzo dell’autunno mette insieme entrambi i film trasformandoli in un’auto e in un’acrobazia in elicottero.) Questo film è sicuramente il più intellettuale di tutti, con un sacco di materiale su “cos’è la realtà” che ravviva il procedimento. Una vecchietta osservata da Cameron sul set del film si rivela essere la splendida Barbara Hershey, nei panni di Nina, il successivo interesse amoroso di Cameron, quando si toglie il trucco mentre Cameron la salva dal quasi annegamento. Il film è una commedia metafisica degli errori che, tra le altre cose, si diletta nella metafora, postulando il regista come un maestro di circo esistenziale nel circo della vita, quel genere di cose. (Un’idea rafforzata dalla colonna sonora insolitamente disinvolta di Dominic Frontiere.) Il film ha sofferto di gravi problemi di distribuzione nel 1980, quando è quasi mancato nelle sale, ma il successo della critica lo ha sostenuto al punto che ha ottenuto tre nomination agli Oscar, per Rush, O’ Toole e Rush e Lawrence Marcus per la sceneggiatura adattata. Sia i film di Needham che quelli di Rush offrono delizie diverse che costituiscono un doppio lungometraggio appropriato: nonostante le somiglianze tematiche, non c’è assolutamente alcuna ridondanza nei due film.

Il critico veterano Glenn Kenny recensisce le nuove uscite su RogerEbert.com, sul New York Times e, come si addice a qualcuno della sua età avanzata, sulla rivista AARP. Scrive sul blog, molto occasionalmente, suAlcuni sono venuti correndoe tweet, per lo più per scherzo, a@glenn__kenny. È l’autore del prossimoIl mondo è tuo: la storia di Scarfacepubblicato da Hanover Square Press e ora disponibile per il preordine.

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